Poche (semplici) domande a Tito Boeri

Tito Boeri, il presidente dell’INPS, sta tornando spesso in questi giorni sul tema migranti e sistema previdenziale, per sottolineare più volte l’importanza dell’accoglienza dei migranti che, a suo dire, porteranno nel medio e lungo periodo almeno 10 miliardi di euro nelle casse dell’INPS sotto forma contributiva e nelle casse dello Stato sotto forma di tasse e imposte (IVA, IRPEF, ecc.).

Bene, ci può stare. Non sono un economista, ma nel mio piccolo m’informo e cerco di fare dei semplici ragionamenti e porre, di conseguenza, semplici domande.

Partiamo da un dato. Nel DEF da poco approvato dal Governo (Documento di Economia e Finanza, predisposto dal Ministero dell’Economia, unica fonte attendibile in fatto di spese dello Stato) si legge che le spese per l’accoglienza dei migranti in Italia, nel 2017, ammonteranno a circa 4,6 miliardi di euro. Quindi, ragionando per logica, lo Stato italiano dovrà prima spendere nell’immediato circa 5 miliardi per poi, nel medio e lungo periodo, sperare di racimolarne 10, sempre facendo affidamento alle previsioni di Boeri.

A quanto ammonta il medio/lungo periodo? Non lo sappiamo. Se diamo il tempo ai migranti di essere accolti, attendere il permesso di soggiorno di lungo periodo, integrarsi nelle città in cui decideranno di soggiornare, racimolare qualche soldo per poi aprire un’attività, far crescere l’attività, assumere personale e via dicendo, probabilmente il medio/lungo periodo si può sostanziare in 10/20 anni.

Ma attenzione, vanno premesse tre cose:

  1. attualmente non sappiamo quanti migranti che sbarcano in Italia vogliono restare nel nostro Paese e quanti, invece, preferiscono andare all’Estero. Quindi dei 5 miliardi spesi non sappiamo quanti potranno ottenere un “ritorno economico” e quanti invece sono “a fondo perduto”.
  2. non sappiamo nemmeno quanti sono i migranti “qualificati”, cioè che hanno le capacità di intraprendere un’attività economica e portarla avanti in modo da contribuire fiscalmente.
  3. quando Boeri parla di extracomunitari, non si riferisce solo ai migranti e ai rifugiati, ma a tutti gli extracomunitari (cioè gente che viene da fuori Europa) che aprono attività o comunque creano lavoro nel nostro paese, inclusi i cinesi e i bengalesi, la cui migrazione è massiccia ma silenziosa (e che non scandalizza nessuno). Quindi è politicamente scorretto, da parte sua, inserirsi nella discussione sullo ius soli e sull’accoglienza, parlando di immigrati e crescita del PIL quando invece il grosso delle attività economiche è aperto da gente che non entra in Italia coi barconi e non chiede rifugio politico.

Detto ciò credo che le previsioni di Boeri non siano supportate da dati certi o quantomeno da dati statistici, bensì da mere previsioni politiche, chissà, forse imbeccate. Del resto, sempre fatti alla mano, Boeri fu nominato presidente dell’INPS dal Consiglio dei Ministri il 24 dicembre 2014 con Primo Ministro, manco a dirlo, Matteo Renzi. Cioè lo stesso che oggi preme per ottenere lo ius soli e parla di accoglienza indiscriminata.

Ma le semplici domande non sono finite.

Su quali altri basi Boeri ritiene che i migranti porteranno 10 miliardi nelle casse dello Stato?

Attualmente, su base astratta, Boeri ritiene che gli immigrati regolari versano 8 miliardi di contributi sociali. Su base astratta, perché i bilanci dell’INPS fanno riferimento ai contributi potenzialmente versati dagli iscritti, ma non ai contributi effettivamente versati. Quindi i contributi annuali di un contribuente che s’iscrive all’INPS vengono computati in bilancio anche se il contribuente non li versa effettivamente. Se non li versa? Come per tutti, i crediti vengono dapprima recuperati attraverso le cartelle esattoriali e poi, in caso di fallimento, si fa ricorso alla procedura monitoria e alla successiva procedura esecutiva. Insomma, occorrono anni per il recupero delle somme.

Nel frattempo quante società o ditte individuali aprono e chiudono pur mantenendo le serrande dei negozi sempre aperte?

Quanti sono gli imprenditori (soprattutto del settore del commercio di cibi e bevande) che aprono con il regime forfettario (in modo da avere un risparmio del 30% sui contributi e l’esenzione del pagamento dell’IVA) e poi, giunti al limite massimo stabilito dal regime, chiudono e riaprono la stessa attività intestandola ad altri? Siamo sicuri che poi questi soggetti che chiudono e fanno riaprire l’attività ad altri siano in regola coi contributi? E se ritornano al proprio paese d’origine, come fa lo Stato a recuperarli?

Quante sono le attività commerciali, gestite da extracomunitari, che hanno dipendenti regolari? E quanti che versano l’IVA?

Conosco molte attività che non hanno nemmeno il registratore di cassa, ma sono lì, attive, da anni. In altre attività vedo lavorare tutta la famiglia, persino figli minori, e non credo che tali lavoratori siano “regolarmente iscritti”.

Quante sono le attività aperte grazie a finanziamenti ed agevolazioni pubbliche, riservate esclusivamente agli extracomunitari, e poi chiuse? 

Molte regioni prevedono bandi per extracomunitari, con finanziamenti, agevolazioni e persino somme a fondo perduto. Ma spesso c’è chi ne approfitta e dirotta i fondi all’estero (pensa! Fondi dell’INPS…) e chi invece vede crescere la propria attività a scapito delle attività italiane che, invece, alle agevolazioni non possono accedere.

Ora qualcuno dei miei (pochi) lettori penserà che sono razzista. Tutt’altro. Gli stessi “giochetti” vengono fatti sia da italiani che da extracomunitari. La furbizia, soprattutto nelle attività imprenditoriali, non ha colore né razza né sesso. E’ una dote universale. Peccato che, almeno nell’imprenditoria, gli extracomunitari spesso partono avvantaggiati rispetto ad un nostro concittadino, magari senza mezzi, ma con la voglia di fare impresa e che non può accedere a contributi pubblici. Oltretutto se Boeri vuol dimostrarci che finora gli immigrati ci hanno “regalato” 1 punto % di PIL e che sono un affare, perché “in molti casi i contributi degli immigrati non si traducono in pensioni” (parole sue), ma non ci fornisce i dati reali dei suoi ragionamenti, penserei che lui voglia farci prendere per oro colato le sue teorie, in modo da addolcire la pillola dell’accoglienza scriteriata.

Se Boeri vuole essere credibile, ci dia il numero esatto di attività economiche gestite da extracomunitari, la loro provenienza, il numero di dipendenti regolari (e, nel caso l’ispettorato faccia controlli (!), anche il numero degli irregolari) e il numero dei contribuenti in regola col DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva), poi vediamo se nel breve, nel medio e nel lungo periodo le sue teorie si dimostreranno valide.

13 pensieri riguardo “Poche (semplici) domande a Tito Boeri

  1. L’unica cosa che non dice Boeri è che prima della cura Monti Fornero il sistema previdenziale italiano e il debito pubblico era perfettamente sostenibile. Ora se precarizzo il lavoro puoi arrivare a 100 anni (già ha sparato 70) ma non potrai sostenere alcun sistema previdenziale equo e pubblico. Questo perché le pensioni in essere le hanno sempre pagate i lavoratori quando gli stipendi crescevano. Gli immigrati servono invece a deflazionare ulteriormente il lavoro perciò de che parla sto genio? Gli stupidi nel sistema attuale sono più pericolosi dei criminali vanno avanti tutta con l’iceberg a pochi metri da loro talmente sono pieni di sé…

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    1. Bravissimo, apprezzo sempre i tuoi interventi. Qualcuno riesce a spiegarci come ha fatto l’INPS a passare da 41 miliardi di patrimonio nel 2011 a -5 miliardi nel 2017? La corte dei conti ha bacchettato Boeri e questo oggi vuole prenderci per fessi spacciando ricette populiste per racimolare qualche soldo che, invece, non arriverà.
      http://gds.it/2017/02/16/la-corte-dei-conti-bacchetta-linps-patrimonio-in-negativo-nel-2016_629515/

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  2. Te lo spiega Monti in una intervista alla BBC vai su you tube e scrivi “abbiamo distrutto la domanda interna” col sorriso sulle labbra ammette candidamente che l:austerità è servita a salvare l’euro distruggendo il lavoro e il reddito degli italiani. Infatti dall’entrata nell’euro i paesi del nord con una svalutazuone permanente dovuta alla moneta hanno vissuto come cicale aumentando l’import verso noi piigs e drogando i nostri paesi con soldi a costo zero (le loro banche lucravano sui diversi tassi d’inflazione piu alti in Grecia piuttosto che in Germania). All’arrivo della crisi le speculazioni azzardi fatti dalle banche del nord invece di ricadere sulla finanza criminale di stile virtuosi e ricaduta come una falce sui debiti pubblici e i patrimoni dei privati cittadini. I garzoni di bottega della Merkel, tipo Monti hanno versato 80 e più miliardi nei fondi salva banche (degli altri) imponendo tagli e distruggendo il PIL insieme alla nostra vita. Hanno riportato così l bilancia commerciale in pareggio e oggi attendiamo l’esproprio del nostro sistema bancario schiacciato da sofferenze enormi frutto dell’austerità: gli avvoltoi come già hanno fatto con le banche venete p detteranno le loro condizioni e i nostri servi fedeli obbediranno porgendo felici il nostro deretano. L’importante in questa enorme crisi speculativa di debito PRIVATO fatto dalle banche del nord è quindi continuare a parlare di sprechi, debito pubblico, corruzioni,…

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      1. Possiamo molto. Primo imparare a riconoscere i mantra propagandisti di attacco allo stato comuni a quasi tutti i partiti: tagli agli sprechi (ogni euro di tagli alla spesa toglie fino a 4 euro di soldi all’eall’economia reale) aumento tasse e lotta all’eall’evasione, togliere i privilegi, casta cricca corruzionismo…tutto ciò in un enorme deflazione da debiti privati serve solo a continuare indisturbati l’esproprio. Questi sono i temi anche del partito degli onesti cioè m5s. Gli unici programmi di recupero di sovranità sono attualmente quelli di lega fratelli d’Italia e poco altro. Ma anche se non arriveremo per via democratica a sfasciare il sistema dobbiamo essere consapevoli di quello che stiamo perdendo per recuperarlo domani. Leggiti L’Italia può farcela di Bagnati e La costituzione nella palude di Barrea Caracciolo

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    1. Ciao Roberto, perdona il ritardo nella risposta, ma davvero mi è sfuggita la notifica del tuo commento. A dire il vero spesso le notifiche non arrivano proprio. Comunque leggerò volentieri il libro di Bagnai (che già conoscevo, ma solo per via di qualche articolo letto sul Fatto). Non credo tu sia leghista, anzi, credo che – come me – ragioni con la tua testa e ragioni bene. Quelli come noi non hanno rappresentanza politica e quindi devono cercare figure che possano accostarsi al proprio pensiero, che siano a destra, a sinistra o nella lega o in qualsiasi altro partito o movimento.

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  3. Con due come voi non mi ci metto neanche a fare ub ipotesi o ragionamenti, non sono all’altezza so; popolana e ragiono con ciò che vedo tutti i giorni 8voglamo parlare dei cinesi bengalesi egiziani….). credo che di barzellette comunque ne sento fin troppe e vorrei dire a certi signori che quando le raccontano non fanno neanche ridere. Ma piangere.
    Grazie per questo post esauriente e di arricchimento al mio pensiero, grazie anche a Roberto per i suoi chiarimenti.

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    1. Se parli di “non essere all’altezza” (e non intendo quella fisica) allora mettiti in fila, che ci sono prima io! Tu come io come Roberto e tanti altri siamo solo persone comune che s’informano e metabolizzano le informazioni in base al proprio vissuto, alla propria cultura (non parlo solo di “cultura” nozionistica, ma del complesso di conoscenze individuali e soggettive), quindi non possiamo usare giudizi di valore per pesare le nostre opinioni. Mi permetto di usare giudizi di valore solo nei confronti dei perfetti idioti che commentano ogni cosa con saccenza ed evidente ignoranza e si trincerano dietro le proprie convinzioni, pur dimostrando di non capire nemmeno il senso di quello che “leggono” e commentano. Io, per mia fortuna, nutro sempre il dubbio e quindi mi nutro (è il caso di ribadirlo) di tutti i pensieri che voi mi regalate commentando queste quattro cazzate che scrivo.

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