Laura Boldrini e l’italica ignoranza

Lo ammetto. A me Laura Boldrini non sta tanto simpatica. Ho iniziato a storcere il naso per le sue inutili battaglie linguistiche sulla declinazione al femminile di parole tradizionalmente declinate al maschile, ma di significato neutro, perché riferito ai ruoli, quindi Sindaco e non Sindaca, oppure Ministro e non Ministra o ancora Presidente e non Presidenta. 

Si può continuare con Avvocata, Architetta, ecc. Ma ho qualche dubbio su come la Boldrini declinerebbe il termine Geometra. Forse al maschile sarebbe Geometro? E che dire del Commercialista? Forse al maschile sarebbe Commercialisto?

Oddio, esiste pure un più raro ma non sgrammaticato Presidentessa, che si potrebbe usare, ma la Boldrini si è fissata con Presidenta, scomodando pure l’Accademia della Crusca che, con un lusinghiero panegirico, quasi in un’ardita arrampicata sugli specchi, ha dato ragione alla Presidenta, suscitando le comunissime e ovvie ire di Vittorio Sgarbi.

Mi sta anche antipatica per quell’altro aspetto, legato al sessismo, che ogni tanto (sci)orina nei suoi discorsi, anche istituzionali, come quella volta che ha fatto gli auguri a una deputata neo-mamma dichiarando espressamente – in Aula – che il papà, nella storia del parto, non c’entra nulla.

Poi c’è la storia dei migranti. La Boldrini, dopo una lunga esperienza presso l’Alto Commissariato per i rifugiati dell’ONU, nel 2013 venne eletta a seconda carica dello Stato, cioè divenne Presidente della Camera dei deputati. Chiaramente, vista la sua precedente carriera, ha da subito iniziato una battaglia per l’accoglienza e l’integrazione dei migranti, creando in taluni disappunto e in molti altri un crescente odio nei suoi confronti, soprattutto da parte dei tanti razzisti che si annidano sui social e che, ad ogni uscita della Presidenta, si scagliano contro di essa con commenti di inaudita violenza, volgarità e odio, molto spesso contornati da errori grammaticali che nemmeno l’audace Accademia della Crusca potrebbe approvare.

E’ vero che la Signora Boldrini non dimostra spesso di avere quel senso dello Stato tipico di chi ricopre un ruolo istituzionale così elevato né dimostra di saper distinguere quando parlare in qualità di Presidente della Camera e quando in veste di cittadina o attivista per i diritti civili, ma ciò – ovviamente – non comporta una violenza così esasperata, continua, quotidiana, feroce, illogica, meschina e spudorata nei suoi confronti.

boldrini_offese_facebook
L’ultimo post di Laura Boldrini su Facebook in cui annuncia di voler querelare chiunque la offenda, lo trovi qui. Da notare il commento di un tizio che dice: “Dovrebbe riflettere sul perché le persone le rivolgono questi deplorevoli commenti.
 Diciamo che lei non fa nulla per farsi benvolere. La Tatcher non era benvoluta, ma cambiò il volto, ed in meglio, della Gran Bretagna.
Invece di sostenere il popolo italiano dà la parvenza di supportare chi viene da fuori, dimenticandosi gli stenti a cui questo Stato non è in grado di porre rimedio.
Lei risponderà alla Costituzione su cui ha giurato e alla sua coscienza guardandosi allo specchio”.

Premesso ciò, però va puntualizzata una cosa. E lo dico a vantaggio non degli idioti (perché tali sono) che l’hanno riempita di epiteti e volgarità inaudite, ma di tutti quelli che in questi anni hanno motivato i commenti dei suoi post o dei suoi tweet sempre con le stesse argomentazioni: tu pensi ai migranti e agli italiani, che soffrono la crisi, stanno male e bla bla bla, non ci pensi.

Questa gente, che si crede intelligente perché non offende, ma motiva il proprio odio nei confronti della Boldrini con commenti del genere, dimostra tutta la propria ignoranza in materia istituzionale e quindi vorrei soltanto ribadire un concetto banale, materia di educazione civica fatta alle elementari o alle medie, e cioè che quello del Presidente della Camera non è un ruolo politico, ma istituzionale. Insieme al Presidente del Senato è la seconda carica istituzionale, dopo il Presidente della Repubblica, e il suo ruolo è solo quello di:

  • provvedere al corretto funzionamento della Camera dei deputati, mantenendo l’ordine e dirigendo la discussione
  • garantire l’applicazione del regolamento
  • provvedere al buon andamento delle strutture amministrative della Camera
  • presiedere le riunioni del Parlamento in seduta comune e convocare le camere per l’elezione del Presidente della Repubblica

Queste, in sintesi, le funzioni del Presidente della Camera. Quello di aiutare gli italiani, far progredire l’economia, tutelare i diritti della cittadinanza o provvedere alla gestione del Paese è un ruolo politico che spetta al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Ministri e, in misura minore, ai Presidenti di Regione, nonché ai partiti di riferimento e ai sindacati, che sono riconosciuti dalla Costituzione. Insomma, a tutti quelli che ricoprono ruoli politici, cioè di decidere quali soluzioni adottare per risolvere determinati problemi o gestire la cosa pubblica. Capite bene che quando la si offende perché non fa nulla per gli italiani, è ovvio che sia così, non è il suo ruolo. Dunque quando leggo gente che paragona la Boldrini alla Thatcher o la offende perché pensa ai migranti e non agli italiani, mi sovviene alla mente quell’antico istituto della Grecia classica, cioè il blakennòmion, ossia, letteralmente, la tassa sugli stupidi, che si applicava a coloro che facevano ricorso ai consigli e agli oroscopi degli astrologi, perché considerati idioti. Beh, suggerisco alla Boldrini, anziché di querelare questa gente, di proporre al Parlamento una Legge che multi chi dimostra palesemente un’oggettiva ignoranza (oltre all’odio), sarebbe un modo straordinario di far cassa e risollevare l’economia italiana (chissà, magari anche di limitare questi fenomeni da baraccone). E la libertà d’opinione? Si fotta. Le opinioni sono tali quando sono sensate e informate. Il resto è solo putrida immondizia di cui possiamo farne a meno.

2 pensieri riguardo “Laura Boldrini e l’italica ignoranza

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