Puglia-Briatore 1 a 0. Palla al centro.

Il rapporto tra Flavio Briatore e la Puglia non è stato proprio idilliaco. Iniziato male, è finito pure peggio, con l’imprenditore che, a più riprese e ogni volta che può, parla male della Puglia o dei Pugliesi con toni che sembrerebbero più quelli di un bambino capriccioso e arrabbiato, a cui sono state sottratte le caramelle, piuttosto che quelli di un imprenditore che, dati alla mano, analizza lucidamente la realtà. Ma lo ha già fatto con la Versilia, anni fa. Sarà che rosica?

L’ultima sua uscita, in ordine di tempo, è di oggi. Briatore, in un’intervista, dice che i pugliesi sono provincialotti incapaci di ospitare i ricchi perché non sanno garantire la loro privacy (concetto su cui, vedremo tra poco, è particolarmente fissato). Il riferimento è al matrimonio milionario tra Renee Sutton ed Eliot Cohen, avvenuto quest’estate a Monopoli (BA) in cui, pare, la Norma Cohen productions, organizzatrice dell’evento, abbia avuto qualche difficoltà nel garantire la privacy degli ospiti.

Ma gli esempi fatti da Briatore sono altri. Parla addirittura di Madonna, dicendo che “Se Madonna va a Portofino con Leonardo Di Caprio non ne parla nessuno, se va in Puglia finisce sulla prima pagina dei giornali. Come se in vita sua avesse fatto solo una vacanza, in Puglia”. Peccato che il Flavio nazionale abbia omesso di dire (o forse non sapeva) che a Madonna la privacy è stata garantita, ma se lei stessa pubblica su Instagram le foto di ogni luogo che visita o se, sua sponte, ha preferito andarsene a piedi in giro per Lecce in un periodo in cui la città pullula di turisti e visitatori, è ovvio che qualcuno ne parla (non solo i pugliesi, pure la stampa nazionale). Forse a Briatore manca qualche nozione in fatto di gossip, soprattutto ai tempi dei Social. Strano per uno che di paparazzi e tabloid da casalinga di Voghera ne mastica assai.

La realtà è che le sue sono solo sterili polemiche atte ad alimentare l’immagine stantia di un tizio le cui capacità imprenditoriali sono inversamente proporzionali alla capacità di restare nel mercato dei media al netto di toni infuocati e offese gratuite.

Ma perché tutto questo accanimento contro la Puglia?

punta_palascia
Punta Palascia, Otranto

Perché qualche tempo fa ha voluto investire in Puglia, in particolare nella splendida località di Otranto (LE), dove ha avuto l’idea di aprire uno stabilimento balneare sciccoso sotto il marchio Twiga. Per fare ciò, ha concesso l’utilizzo del marchio ad imprenditori locali. La Procura di Lecce ha messo sotto sequestro il cantiere dello stabilimento per presunti abusi edilizi. L’accusa, in particolare, è di aver realizzato strutture difformi da quanto previsto dall’articolo 69 delle norme di attuazione del Piano regolatore su un’area a destinazione agricola. Dopo che il Tribunale per il riesame ha validato il sequestro, il bravo imprenditore ha ritirato il marchio e se n’è scappato dalla Puglia.

Da lì l’inevitabile divorzio con la Puglia e gli inizi del dietrofront: la Puglia è passata – nelle sue dichiarazioni alla stampa – da luogo in cui investire a posto fatto di provinciali, ignoranti, bifolchi e incapaci di fare politiche turistiche di qualità.

Tant’è che poco dopo, nella trasmissione Porta a Porta, Flaviuccio disse “Volete che a Gallipoli la gente dorma sulle spiagge e si impasticchi? Va bene. Quel turismo di treccioline già c’è. Volete il turismo di cultura? C’è già. Per superare l’asticella ci vorrebbero masserie da riqualificare e un brand internazionale (…) C’è molto poco rispetto per chi investe. Capisco i controlli, ma ha vinto la burocrazia».

Ora, premesso che la Puglia ha ancora molto da imparare sulla gestione del turismo, mentre sul marketing turistico ha invece molto da insegnare, quello che va evidenziato è però un altro aspetto che traspare dalle innumerevoli dichiarazioni di Briatore rilasciate alla stampa in questi mesi: l’ipocrisia. Già, perché se a Briatore fosse filato tutto liscio, se il Twiga di Otranto avesse aperto i battenti, se la Procura (cattivona e burocrate, sic!) non avesse messo il naso nel cantiere, allora si, Otranto sarebbe stata meta del turismo di qualità e la Puglia – di riflesso – avrebbe surclassato la vetusta Versilia.

2014: Versilia out. Meglio la Puglia

Basta scavare un po’ nella “storia” e scoprire che a Briatore la Puglia piaceva assai e che difficilmente i Pugliesi sono diventati provincialotti nel giro di 3 anni.

Già, perché pure nei riguardi della Toscana, nel 2014, il prode imprenditore ha avuto da ridire, parlando di una Regione rimasta ferma a 30 anni fa e preda di eccessiva burocrazia e proibizionismo (vedi qui e qui). Ed è stato proprio per questo motivo che ha voluto investire in Puglia, tessendone le lodi e credendo di trovare tappeti rossi al suo passaggio, anarchia burocratica e permissivismo ad oltranza.

E’ allora forse per l’immagine così anarcoide della Puglia che il nostro Briatore ha voluto investirci? Del resto non è difficile immaginare l’assenza di controllo sull’operato della Società che si occupava del cantiere di Otranto per la costruzione del Twiga. Perché se i controlli ci fossero stati, forse lo stabilimento non sarebbe sorto o sarebbe sorto in un’area diversa, oppure con un progetto a norma. Chissà. Forse Briatore pensava che sarebbe stato sufficiente concedere il marchio e lavarsi le mani senza controllare l’andamento dei lavori e il rispetto delle norme edilizie? Chissà, però fanno pensare le sue obiezioni verso una Toscana troppo proibizionista e il contestuale desiderio di investire in una Puglia più vivace (e, magari, dalle maglie burocratiche più larghe). Non sapremo mai se lui abbia controllato l’andamento dei lavori o se la Procura di Lecce abbia preso un granchio, però possiamo fare un semplice 2+2 e capire che forse il suo desiderio di investire in Puglia sia derivato dalla voglia di avere poche grane burocratiche.

Infine pare proprio che abbia in fissa il concetto di privacy, tanto da usarlo così, a pioggia, anche contro i suoi “vicini di bagno” in Versilia. La polemica tra lui e il titolare del Bagno Piero è rimasta negli annali della storia trash d’Italia. Oggi, quindi, ripete la stessa tiritera anche in Puglia. Ma non attacca.

Insomma, per farla breve, i suoi sono solo sfoghi. Altro che analisi imprenditoriali e sociali. Dunque Puglia-Briatore 1 a 0, per autogol. Palla al centro. E ci auguriamo che non si metta a fare i capricci e se la prenda con l’arbitro.

3 pensieri riguardo “Puglia-Briatore 1 a 0. Palla al centro.

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