Siamo noi le persone sporche, non Asia Argento

Ok, Asia Argento non è miss tempismo e forse le altre storie che coinvolgono il produttore hollywoodiano Harvey Weinstein sono un pochetto edulcorate, anche perché si sa, basta fare da apripista e poi tutti vogliono raccontare la propria storia, più o meno credibile, basta che si racconti in tivvù. Si, forse ha aspettato troppo ad esporsi e ora tutti la seguono a ruota e vanno commentando, chi difendendola e chi (i più) accusandola sostanzialmente di essere, senza mezzi termini, un puttanone.

Chi conosce la vicenda saprà benissimo che oggi, dopo 20 anni dall’accaduto, l’attrice ha rivelato le violenze subite dall’orco di Hollywood, all’epoca dei fatti terzo personaggio più influente al mondo (oggi un po’ meno, quindi meno invulnerabile), violenze dettate dalla regola aurea nel mondo del cinema quando si parla di rapporto tra uomini influenti e donne giovani e carine: o me la dai o ti scordi la carriera. Insomma, qualcuno direbbe che è così che va il mondo e che le donne che ci stanno se la cercano.

L’aspetto curioso è che la maggior parte dei commenti che ho letto finora e che in sintesi danno della troia alla Argento, provengono da donne e da personaggi la cui opinione conta come il quattro a tressette, tipo Vittorio Feltri. Vabbè. Bit sprecati.

Parafrasando, quello che si dice in giro è: lei era maggiorenne e consapevole, quindi lo ha voluto lei. E’ così, o è bianco o è nero, o ci stava o non ci stava. Non esiste una zona grigia.

Ma la zona grigia c’è. Eccome. La viviamo tutti i giorni, basta pensarci. Basta riflettere un attimo sulla differenza tra volontà e costrizione e allora forse ci accorgeremo che ciò che vogliamo, in realtà, è ciò che siamo costretti a fare.

Il labile confine tra volontà e costrizione

Lungi dal voler giustificare in toto l’attrice, perché le rimprovero di aver aspettato troppo tempo per denunciare l’accaduto, quello che vorrei sottolineare è il labile confine tra volontà e costrizione. Quando parcheggio l’auto e mi si presenta il parcheggiatore abusivo, volontariamente gli do qualche spicciolo, ma è perché sono costretto, casomai mi riga l’auto o mi buca le gomme, per dispetto. Quando il medico, in ospedale, mi viene a dire passi dallo studio e mi cerca 300 euro per una visita privata, volontariamente caccio quei soldi, ma perché sono costretto dal sistema, che va così, altrimenti, se lo indispettisco, col cavolo mi farà quell’operazione di cui ho bisogno. Se sono un assegnista all’università e il mio barone firma la mia sudatissima ricerca, io gliela concedo volontariamente, ma perché sono costretto, altrimenti posso scordarmi di essere riconfermato e contare su quel misero assegno di ricerca che mi tiene in vita. Se il politicante locale mi offre 50 euro per votarlo, io volontariamente lo voto, ma perché sono moralmente costretto da quella dazione di denaro. Se poi vogliamo essere pignoli e mutuare l’esempio nella vita virtuale, quando accedo a un sito e leggo questo messaggio se non accetti i cookie non puoi proseguire con la navigazione su questo sito, io accetto volontariamente, ma perché costretto, altrimenti non posso visitarlo, pur sapendo che magari quei cookie mi stanno spiando. Posso proseguire all’infinito, facendo migliaia di altri esempi che dimostrano come la volontà e la costrizione siano due facce della stessa medaglia.

Quindi siamo sicuri che nella vita di tutti i giorni noi non facciamo le stesse cose che ha fatto la Argento? Solo che – diciamoci la verità – quando il medico ci invita a passare dallo studio privato, quella cosa sì, ci pare normale, mentre quando c’è di mezzo il sesso e un paio di personaggi famosi, quello no, non è normale. Bisogna gridare allo scandalo. Ma ti rivelo una cosa: noi siamo più colpevole di lei quando intaschiamo i 50 euro dal politico, diamo gli spiccioli al parcheggiatore abusivo o cacciamo i soldi dal medico che deve operarci e ci vergogniamo pure di chiedere la fattura. Siamo noi le persone sporche e immonde, non Asia Argento. Lei, almeno, ha denunciato, seppur tardivamente. Noi saremmo in grado di farlo?

19 pensieri riguardo “Siamo noi le persone sporche, non Asia Argento

  1. Durante la notte leggo, caro il mio “silente” come mi scrivevi. Ho letto questo tuo stupendo intervento e non ritengo di poterci aggiungere altro. E’ assolutamente completo tanto che ti pagherei i diritti d’autore per poterlo inviare un po’ qua e un po’ la ma, se me lo concedi, almeno ribloggo giusto al fine di renderlo molto più visibilmente efficace alle capacità di pensiero atrui 😉 Grazie e un giorno verrò io da te a farti la barba con la lametta o la ceretta se lo preferisci 😀 ❤

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    1. Naaaa, al momento mi tengo stretta la mia barba, anche perché nell’accarezzarla trovo la giusta concentrazione per scrivere le boiate che ogni tanto partorisco e riverso su questo diario virtuale. Riblogga pure, hai tutti i diritti. Se un giorno le mie parole dovessero avere un valore economico, ciò varrebbe per tutti meno che te.

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