Il GPL conviene davvero?

Negli ultimi anni molta gente ha pensato di passare ad un’auto a GPL, per via del basso costo del carburante, allettata non solo dalla martellante pubblicità di auto con impianto preinstallato e spesso vendute allo stesso prezzo di quelle a benzina, ma anche dalle numerose testimonianze – dirette o sul web – di chi dice di percorrere un buon numero di km con una spesa irrisoria.

Ora, lungi dal voler fare un’analisi universale sulla convenienza o meno del GPL, vorrei solo rendervi partecipi della mia esperienza personale e del confronto che farò tra auto che possiedo e ho posseduto: una diesel, una a benzina ibrida (termico + elettrico) e una a GPL. Stessa potenza in CV e, più o meno, stesso anno di produzione. Quindi il confronto sarà, per così dire, alla pari.

Nel test sulla mia attuale auto a GPL ho percorso circa 10.000 km misti tra strade urbane, extraurbane e autostrada, appuntando i consumi e il prezzo del carburante (sia GPL che benzina), quindi i risultati sono, ovviamente, variabili, perché tutto dipende dal costo del carburante (che oscilla di molto, tra pompe bianche e grandi compagnie o tra paese e autostrada) e dallo stile di guida. Ma su 10.000 km percorsi si può fare una media grosso modo accurata.

Intanto vediamo un attimo cos’è il GPL e come funziona un impianto.

Cos’è il GPL

Il GPL (Gas di Petrolio Liquefatti) è un miscela di propano e butano, che deriva principalmente dalla raffinazione del petrolio, ma anche dal processo di estrazione del gas naturale, quindi il suo costo è determinato in parte dal costo del petrolio e in parte dai costi di importazione del gas naturale.

Come funziona un impianto a GPL

Senza entrare troppo nei tecnicismi, va detto che l’installazione può avvenire su tutti i motori a ciclo otto, anche quelli ad iniezione elettronica o a carburatore. La bombola (che può essere a forma di ciambella o di bombolone) va, per legge, collocata in zona centrale o posteriore (tutte le auto convertite avranno la bombola o nel bagagliaio o al posto della ruota di scorta). Il gas vaporizzato andrà a degli ugelli posti in cima al collettore di aspirazione e la farfalla avrà il compito di dosare il carburante.

impianto-gpl-allaguida
Come funziona un impianto a GPL. Foto di allaguida.it

una volta gli impianti a GPL erano aspirati e dotati di un miscelatore, ma erano tanti i rischi del ritorno di fiamma (non mi riferisco a un ex, ma a qualcosa di peggio!), in quanto i collettori erano spesso pieni di miscele di aria e gas. Ecco perché, per lungo tempo, la legge vietava che le auto a GPL fossero parcheggiate in locali interrati, proprio perché poteva capitare che qualcosa scoppiasse. Oggi non più, perché gli attuali impianti sono detti iniettati, cioè con iniettori singoli per ogni cilindro e una centralina dedicata, che hanno il vantaggio di ottimizzare i consumi, evitare il ritorno di fiamma (il collettore, con questi impianti, è pieno solo di aria e non di aria e gas) e spruzzare il carburante che occorre, senza sprechi. Tuttavia gli attuali impianti, detti VSR, hanno anche un altro vantaggio (o svantaggio, a seconda di come la prendete…), ossia quello di spruzzare ogni tot km una certa dose di benzina, in modo da lubrificare i componenti meccanici dell’auto, in particolare le valvole. Una volta si usavano appositi additivi, oggi non più. E’ questo l’aspetto economico che va valutato prima di montare un impianto a GPL, dato che quasi tutti gli installatori vi diranno che con il GPL si risparmia più del 40%, ma non vi diranno che l’auto continuerà ad usare la benzina, con tutti i costi che ne conseguono.

La tecnologia VSR

Gli attuali impianti, rispetto a quelli del passato, hanno un vantaggio soprattutto per gli automobilisti che hanno una guida sportiva o che viaggiano spesso in autostrada, in quanto, agli alti regimi, i motori raggiungono elevate temperature e si usurano prima, a cause del minore potere lubrificante del gas. Quindi le valvole, le sedi valvole e soprattutto le guarnizioni della testata si usurano e si rompono con facilità. Per ovviare a questo problema, gli attuali impianti sono dotati di sistemi di iniezione di benzina anche durante l’alimentazione a GPL in modo da lubrificare e ridurre la temperatura dei componenti più delicati.

Quindi la benzina servirà non soltanto alla partenza dell’auto, fino al raggiungimento della temperatura ideale per far partire il gas (di solito 30°), ma anche durante il tragitto, in contemporanea all’uso del gas.

Il GPL influisce sulle prestazioni dell’auto?

Assolutamente no. Rispetto al passato non si notano cali di prestazioni, anzi, l’efficienza del motore rimane la stessa. Va anche sfatato il mito per cui con il GPL si perde il 5-10% di velocità massima. Assolutamente falso. Anche il passaggio da benzina a GPL è indolore, ossia avviene in automatico e non si nota alcuna variazione durante la guida.

La Prova

la_prova_auto_gpl
Si, ok, su 10000 km fatti ogni tanto un riposino in autogrill ci vuole…

Ora veniamo alla mia prova su un’auto 1.3 benzina, 86 CV, con impianto a GPL VSR Zavoli, serbatoio GPL da 30 litri. Di seguito i dati raccolti:

10.000 km percorsi tra: percorso urbano, percorso extraurbano, autostrada.
Prezzo medio del GPL in zona: € 0,65
Prezzo medio del GPL in autostrada: € 0,78
Prezzo medio ottenuto: € 0,71
Prezzo medio della benzina in zona: € 1,50
Capacità serbatoio benzina: 42 litri

Ho consumato, durante la prova, due pieni di benzina, per un totale di 84 litri, per una spesa di 126,00 €. Sui 10.000 km percorsi ho fatto 30 pieni di GPL.

Quindi, calcolando che quando ho montato l’impianto, il meccanico mi ha garantito un risparmio del 40% (percentuale ritrovata anche sulle numerose pagine web degli installatori), ho fatto la prova giusto per capire se il dato è corretto e se il GPL conviene davvero, considerando il dato che nessuno dice, ossia che durante la marcia a GPL il motore consumerà un certo quantitativo di benzina, più o meno alto in base allo stile di guida e alla velocità, necessaria non solo alla partenza, ma anche durante il tragitto, con il GPL attivo.

Con i dati raccolti è sufficiente fare un semplice calcolo matematico:

30*30=900; 10000/900=11,11

Questo dato mi serve per capire quanti km faccio con un litro di gas + benzina.

Il primo dato (30) è il numero di pieni, il secondo dato (30) è la capienza del serbatoio. Quindi ottengo 900. Il terzo dato (10000) sono i km percorsi.

Ora dividerò il prezzo medio del GAS (0,71) per i km al litro, in modo da sapere quanto spendo per ogni km percorso. Quindi avremo:

0,71/11,11=0,064 centesimi

Bene. Ora non resta che fare lo stesso calcolo sulla benzina consumata:

10000/84=119,04

Dunque, con un litro di benzina faccio 119,04 km. Mica male, eh?

Peccato che dovrò ora dividere il costo medio della benzina per i km al litro. E dunque farò:

1,50/119,04=0,013 centesimi

Ossia per ogni km spendo 1,3 centesimi.

Sommando i due dati otterrò la spesa reale:

0,064+0,013=0,077

In poche parole, per ogni km percorso, spenderò quasi 8 centesimi.

Ora, volendo strafare, potrei moltiplicare questo dato per i km che percorro ogni anno e ottenere – sempre in media – la spesa di carburante reale. Quindi farò:

0,077*30000=2310 €

Cavolo, quanti soldi buttati per strada!

Diesel, benzina e ibrida

auto_ibrida

Con i dati che ho raccolto ottengo il costo unitario e il costo annuale, ma per capire effettivamente il vantaggio o meno del GPL, occorre confrontarlo con altre vetture di altre alimentazioni.

La mia vecchia Renault Clio 1.5 diesel, 85 CV del 2003, quindi con la stessa potenza dell’attuale auto a GPL, consumava circa 5 litri di gasolio ogni 100 km, ossia faceva 20 km con un litro. Facendo gli stessi calcoli con l’attuale costo del gasolio, ossia 1,35 €/litro, avremo:

1,35/20=0,068 centesimi

In buona sostanza, rispetto al GPL, che costa meno, ma consuma di più (e consuma anche benzina), ho risparmiato quasi 1 centesimo al km (precisamente 0,0092 centesimi), che, moltiplicato per i miei 30000 km annui, mi avrebbe fatto risparmiare la bellezza di 276 €!

Ma continuiamo. Un’altra mia auto è un’ibrida del 2006. E’ vero che sviluppa solo 77 CV (rispetto agli 85 delle altre due), ma la cilindrata è superiore: cioè un 1500 cc. Vabbè, il confronto, del resto, non si può mai fare sul pelo del cavallo!

Insomma, con la mia ibrida riesco – sempre in media – a stare sui 24 km con un litro di benzina. Rifacendo lo stesso calcolo del precedente, stavolta con il prezzo della benzina a 1,50 €, otteniamo:

1,50/24=0,063 centesimi

Dunque, rispetto al gasolio la variazione è di poco (5 millesimi), ma rispetto al GPL è già qualcosa in più. Perché ottengo un considerevole risparmio di 1 centesimo e 4 millesimi al km che, sempre moltiplicati per i benedetti 30000 km annui, mi fa risparmiare ben 420 € all’anno. E mica son bruscoletti!

Detta papale papale, rispetto al consumo di benzina di prima di fare l’impianto (circa 13 km al litro), ho un risparmio reale del 25% (e non del 40% come promesso) e se confronto l’attuale auto con una vecchia a diesel o ibrida, sto spendendo di più!

E il costo della vettura dove lo metti?

Qualcuno mi direbbe: essì, bravo tu! Come fai a paragonare un’auto, magari vecchia e convertita a GPL, con un’ibrida che costa un’occhio della testa o con un’auto a gasolio, che pure ha il suo bel costo? Beh, la domanda sarebbe azzeccatissima, perché bisogna anche calcolare il costo dell’auto per ammortizzare la spesa. Giusto. Ma se calcoliamo che il costo dell’impianto GPL (fatto bene) oscilla tra le 1200 e le 2000 euro e che, con qualcosina in più, si può tranquillamente acquistare un’ibrida usata di circa 12-13 anni fa (le cui batterie hanno un ciclo di vita uguale a quello stesso dell’auto con minime perdite di efficienza) o un diesel più recente (con motori più efficienti), il gioco è fatto. Poi c’è da considerare anche il costo occulto, ossia che su un diesel o su un’ibrida gli interventi di manutenzione – se l’auto è buona, certo – si fanno una volta l’anno (filtro, cambio olio…), mentre su un GPL sono più frequenti e dopo 90.000 km occorre fare un collaudo generale. Anche in questo caso i costi di manutenzione, nella mia esperienza, sono stati questi: 250 € all’anno per l’ibrida; 230 € all’anno per il diesel; 320 € all’anno per il GPL. In questo calcolo non ho messo gli interventi straordinari, che si verificheranno sicuramente se l’impianto GPL non è buono o se l’installazione non è stata fatta a regola d’arte.

Altri svantaggi

Qualsiasi sia la motorizzazione della tua auto, sappi che il consumo del GPL si aggira in media sui 10 km/litro. Non supererà mai i 13 km/litro. Inoltre bisogna calcolare che in Italia è vietato rifornirsi autonomamente di GPL alla pompa (in Austria invece è concesso…) e che quindi non puoi andare di automatico e devi rispettare gli orari di apertura del distributore. Inoltre la scarsa capienza delle ciambelle (o dei bomboloni per chi ha un bagagliaio grande) impone di effettuare rifornimenti continui. A proposito, se usi la ciambella dovrai dire addio alla ruota di scorta e se usi il bombolone dovrai sacrificare una parte del bagagliaio.

I calcoli fasulli sul web

gpl_risparmio

Sul web troverai i tool che ti indicano il risparmio se passi al GPL, ma questi calcolatori non sono proprio reali, perché confrontano il vantaggio del GPL sulla base dello stesso consumo di carburante. Perciò ti sembreranno convenienti. Ma è chiaro che se tu adesso a benzina fai, chessò, 14 km al litro, passando al GPL magari ne farai 10 e non più 14. Questi tool, invece, si basano sullo stesso consumo. Per questo li reputo fasulli. Per fare un confronto reale, dovrai calcolare sempre una media di 10 km/l per il GPL e confrontarla con il tuo attuale consumo reale (che potrà anche essere superiore, certo), senza scordarti di calcolare una media di 3 litri di consumo di benzina ogni pieno di GPL. Il calcolo, chiaramente, è personale ed è basato sulla mia auto. Sulla tua sarà diverso, ma dovrai ricordarti sempre che gli attuali impianti a GPL non vanno più solo a GPL, ma consumano un certo quantitativo di benzina.

Tutto è relativo…

La mia, lo ripeto, è un’esperienza personale basata su un calcolo personale, su percorsi misti, stili di guida diversi e su una sola vettura. Quindi, come detto all’inizio, non posso dare indicazioni universali. Inoltre il confronto che ho fatto con le altre auto è puramente indicativo (anche se realistico) non fosse altro perché i prezzi del carburante oscillano di molto e quindi i risparmi calcolati sono variabili. Ma una cosa è certa: per quanto mi riguarda, il GPL non conviene affatto, sia in termini di consumi che di manutenzione che di comodità di rifornimento (e ho anche sacrificato una parte di bagagliaio).

Il Metano

Non avendo mai posseduto un’auto a metano, l’ho chiaramente esclusa dal confronto. A differenza del GPL, il consumo di metano è più ridotto, anche se il costo alla pompa è superiore. Tuttavia è un sistema che non mi ha mai convinto, non fosse altro perché la distribuzione non è capillare come quella del GPL e in autostrada sono rarissimi i distributori di metano. Inoltre, proprio come il GPL, non si può fare rifornimento con l’automatico e quindi si è legati agli orari di apertura del distributore. Queste valutazioni, ovviamente, non valgono per chi vive nelle vicinanze di un distributore di metano e ha la fortuna di fare rifornimento durante gli orari di apertura, ma per tutti gli altri (me compreso), che magari sono costretti a fare svariati km per fare rifornimento, il gioco non vale la candela.

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