Clacson e nevrosi

Tra i tanti studi di rinomate (e spesso sconosciute) università del Mondo, mai nessuna ha fatto una ricerca scientifica sul rapporto tra la nevrosi e l’uso (e abuso) del clacson? L’uso del clacson sarebbe il perfetto indicatore per calcolare il livello di nevrosi di una certa popolazione.

Nella mia vita ho trascorso brevi e lunghi periodi in molte città d’Italia, sia per lavoro sia per motivi personali. Praticamente, a parte le Isole, mi sono girato tutta l’Italia. Non so perché, ma ogni volta che ero fermo con la mia auto nel traffico, ponevo attenzione sull’uso del clacson. Se, per esempio, ero fermo al semaforo, notavo dopo quanti secondi le auto in coda iniziavano a suonare. Da lì ho iniziato a riflettere sul rapporto tra nevrosi e clacson e ho stilato una classifica, che però non pubblicherò perché il test è ancora in corso.

In buona sostanza ho notato, come tutti immaginerete, che l’abuso del clacson, soprattutto al semaforo, avviene maggiormente nelle grandi città, dove, si sa, la fretta e lo stress generano la nevrosi. Ma l’aspetto più curioso è che nella mia terra pugliese se ne abusa maggiormente rispetto a tante altre zone del Nord Italia. Curioso, vero? In Emilia o in Toscana o in Veneto, persino in Lombardia, ho sempre notato un uso decisamente minore del clacson al semaforo e raramente agli incroci o durante gli ingorghi.

L’immagine della mia Puglia come terra slow, calma e meno stressata cozza con l’estremo abuso del clacson e, spesso, con l’uso di più o meno colorite bestemmie quando al semaforo non hai il piede schiacciato sull’acceleratore non appena scatta il verde.

Ma l’aspetto che più mi lascia perplesso e stupefatto è un altro. Sono anni che cerco di dare una spiegazione scientifica e razionale, ma al momento per me resta un mistero irrisolto, peggio dell’esistenza dell’Area 51 o di chi ha ucciso Laura Palmer. Il mistero irrisolto è: come fanno sempre a suonare il clacson nell’esatto istante in cui scatta il verde? Ma soprattutto: perché lo fanno? Cioè, già è un mistero capire come fanno a sapere quando scatterà il verde e sincronizzare impulso nevrotico e mano con il momento esatto in cui la luce verde s’accende (se non prima dell’accensione del verde…), ma è un mistero ancora più irrisolto capirne la ragione. Cioè, anche se dovessi stare con gli occhi incollati sul semaforo e il piede pronto sull’acceleratore, stile partenza del GP, non riuscirei mai a partire – a semaforo verde – prima della strombazzata di quello che è in coda. Mai. Ci ho provato tante volte, ma è umanamente impossibile. Quindi, se non ci riesco io, anche provandoci per anni, credo che non ci riuscirà nemmeno il nevrotico suonatore seriale. Quindi a che pro suonare?

Poi v’è un altro mistero che ancora devo risolvere in tema di comportamento nell’uso del clacson e che ritrovo quasi esclusivamente nella mia zona o nelle metropoli come Roma e Milano: l’uso del clacson agli incroci. Cioè, io arrivo calmo e tranquillo sullo stop che incrocia una strada principale, mi fermo, metto la freccia e guardo a destra e a sinistra per capire se posso impegnare l’incrocio. Da lontano vedo sopraggiungere un’auto che inizia a strombazzare. “Cavolo, sto fermo – penso – a che minchia serve che mi suoni?”. Se succedesse raramente non ci farei caso, ma dalle mie parti capita sempre.

Insomma, da questi comportamenti deduco che gli automobilisti che abusano del clacson sono nevrotici ed insicuri. Poi potrei sbagliarmi, ma personalmente non ho mai usato il clacson, tranne quando per strada incontro qualcuno che conosco e gli suono giusto per attirare la sua attenzione. Punto. Infatti mi sono sempre chiesto a cosa serva l’uso del clacson: se stai fermo ad un ingorgo, non cambierai certo la situazione; se stai fermo al semaforo, l’auto che ti precede prima o poi se ne accorgerà e – solo trascorsi un buon numero di secondi – un colpettino secco e veloce sarà utile; infine se procedi lungo una strada principale che incrocia tante strade secondarie, è totalmente inutile suonare ad ogni incrocio (o usare gli abbaglianti…). Anche perché mettiti nei panni di chi vive in prossimità di un incrocio di una strada particolarmente trafficata e magari ha la camera da letto che affaccia sulla strada. Non è piacevole essere inondati di strombazzate tutto il giorno e in particolare nel cuore della notte.

Vorrei chiudere con due suggerimenti, uno rivolto ai suonatori seriali di clacson e uno a sociologi e psicologi. Ai primi chiedo di smettere di guidare, perché chiaramente la guida – su questi soggetti – crea forti disturbi e nervosismi eccessivi; ai secondi chiedo di iniziare a studiare il rapporto tra uso del clacson e nevrosi, suddiviso per area geografica, magari usciranno fuori dei risultati inattesi.

2 pensieri riguardo “Clacson e nevrosi

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