Letterina a Babbo Natale

Caro Babbo Natale,

quest’anno ho deciso di scriverti una letterina per chiederti qualcosa. Suvvia, non fare l’offeso, lo so che non ti scrivo da molto tempo e che l’ultima volta abbiamo litigato perché ti ho chiesto un cellulare e tu mi hai mandato la camionetta della polizia. Si, lo so, dovevo essere più preciso, ma pure tu sei un gran pezzo di burlone! Per non parlare di quella volta, tanti anni fa, che ti ho chiesto il calcio balilla e tu mi hai fatto trovare sotto l’albero un fascistello che gioca a pallone. Mi dici che me ne faccio di un fascista che gioca a pallone? Io volevo solo un biliardino! Ora capisci perché ti ho mandato a quel paese e non ci siamo più salutati per anni?

Vabbè, dai, pace fatta. Del resto sono passati così tanti anni che io sono invecchiato e pure tu non te la passi tanto bene, eh? Capisco che sei diventato incontinente, ma l’anno scorso ti ho visto mentre facevi il regalo ai miei vicini, e ti ho anche fotografato.

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Comunque, tornando alla mia richiesta, quest’anno non voglio regali materiali. Quest’anno voglio farti una richiesta molto particolare, però a sto giro mi devi accontentare, ok? Allora, la richiesta è semplice: voglio diventare stupido. Cioè, si, non come lo sono già, dico stupido davvero. Insomma, voglio assomigliare alla maggior parte della gente con cui ho a che fare, voglio fare discorsi idioti, credere alle fake news e condividerle sui social, voglio guardare il grande fratello VIP con la bava alla bocca e appassionarmi alle storie dei partecipanti, voglio finalmente guardare uomini e donne e capire di cosa parlano tutti i giorni, voglio andare alle manifestazioni contro i vaccini e sentirmi parte di una grande famiglia, voglio andare ogni domenica allo stadio e sfasciare tutto per contentare dei giocatori che danno due calci a un pallone per soldi, voglio passare tutte le domeniche al centro commerciale a comprare cazzate che non mi servono, voglio scaricare l’app muscally e diventare pure io famoso mentre faccio finta di cantare al rallentatore e ballare come uno scemo. A proposito, anche io voglio pagare 80 euro per andare a vedere le ragazzine sceme che sono diventare famose con quest’app. Oddio, mi accontenterei pure di fare un video su YouTube dicendo “saluta sto cazzo di barbuto”, ottenere miliardi di visualizzazioni e fare le comparse nelle discoteche a 1000 euro a sera. Insomma, caro Babbo Natale, quest’anno mi regali la scemità? Ma quella di qualità, eh? Non voglio la scemenza, che è di scarsa qualità e finisce subito, voglio proprio la scemità, quella che dura una vita e che non si consuma mai. Così finalmente posso dire addio al mio lavoro e campare di rendita facendo lo scemo sulla rete, così posso finalmente sentirmi parte di una comunità e non un pesce fuor d’acqua. Infine, così posso finalmente iniziare a scrivere a cazzo di cane, tutto sgrammaticato e offendere a morte chi mi corregge. E a proposito di offese, così finalmente posso iniziare a fare l’hater sui social e divertirmi anch’io a dileggiare chi non la pensa come me. Dai, Babbo Natale mio, fammi sto regalo, fammi finalmente sentire un Italiano vero, come diceva Toto Cutugno.

E io ti prometto che d’ora in poi non ti chiederò più niente, perché appena diventerò scemo finalmente mi sentirò realizzato.

Con affetto, tuo Barbuto.

4 pensieri riguardo “Letterina a Babbo Natale

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