Chi sono

Sono quello con la barba, barbuto, barbaro, barbone e pure barboso, figlio di una società contadina, piena di valori, lenta e votata al senso di sacrificio, ma cresciuto negli anni della destrutturazione sociale e della creazione di una società multietnica, globalista, individualista e veloce, fatta di consumatori, automi e nichilisti, in cui l’ego e il consumo contano più delle ginocchia sbucciate al ritmo del canto dei grilli, dove tutto è votato alla velocità e dove tutti vanno di fretta, pure quando vanno a cazzeggiare. La mia è un’età di mezzo, cresciuto tra vecchi racconti attorno al fuoco o seduto sulla porta di casa nelle fresche sere estive e l’avvento dei solitari giochi al PC, tra il crollo delle ideologie e l’avvento della società liquida, tra amici di penna e la nascita di mail e chat, tra libri divorati nella calura estiva e la cultura da wikipedia. Vivo in una terra di mezzo, ancorato a qualcosa che non c’è più ma sempre timoroso di perdermi nell’alto mare di una società ormai senza orizzonti. Insomma, vivo in una terra di mezzo e non so se provare piacere o dolore per non essere nato prima o dopo, senza aver conosciuto l’alternativa sana, seppur dolorosa a un vivere quieto, povero e lento.

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